PEDAGOGIA

Ce l’hai nel sangue: lettera ad un donatore.

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La Giornata Mondiale del Donatore di Sangue si celebra in tutto il mondo il 14 giugno, giorno della nascita di Karl Landsteiner, scopritore dei gruppi sanguigni e co-scopritore del fattore Rh.
Istituita nel 2005 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, nasce per sensibilizzare sull’importanza che i donatori di sangue, volontari, periodici, non retribuiti, rivestono per coloro che necessitano di trasfusioni sicure.  

Per il 2022, lo slogan internazionale, scelto dall’OMS, della Giornata mondiale del donatore di sangue è “Donating blood is an act of solidarity. Join the effort and save lives” per richiamare l’attenzione sul ruolo che le donazioni volontarie di sangue svolgono nel salvare vite umane e per rafforzare la solidarietà all’interno delle comunità.

Anche quest’anno in occasione della Giornata, il Centro Nazionale Sangue ha promosso sulle proprie piattaforme social – Facebook, Twitter, Instagram e LinkedIn – la campagna di comunicazione “La generosità ce l’hai nel sangue”. Il CNS, sposando il tema della campagna mondiale dell’OMS, ha scelto di enfatizzare il valore della generosità disinteressata che accende la cultura del dono, presupposto che spinge a donare la prima volta e che, spesso, porta a essere donatori abituali lungo l’intero arco della propria vita.

Il sistema trasfusionale nazionale si fonda sul principio della donazione volontaria, anonima e non remunerata, che garantisce le cure per circa 1.800 persone al giorno.  Per mantenere questi risultati è fondamentale assicurare il ricambio generazionale dei donatori coinvolgendo soprattutto  la fascia di età compresa tra i 18 e i 45 anni.

Per quanto mi riguarda penso di dover restituire tanto a chi, nel tempo, ha donato e continua a farlo; penso che la mia vita sia intrecciata con quella di tante persone che liberamente hanno deciso di donare una parte di se senza aspettarsi niente in cambio, senza volere ringraziamenti o menzioni speciali. Ho sempre pensato che il miglior modo in cui io possa esprimere parte di ciò che sono è affidare alle lettere il compito di volare, seppur rimanendo ferme sulla mia scrivania, leggere sino agli occhi e alle spalle a cui voglio dedicare le mie parole. Ho imparato, inoltre, con il tempo e la maturità la differenza tra donare e regalare e tale differenza risiede nell’interpretazione che una persona ha verso il primo e verso il secondo. Molto dipende dalla scala di valori che ciascuno ha, un’attribuzione di senso prettamente personale e non cedibile, come il pin del bancomat. La scala dei valori è variabile e soggettiva, inesorabilmente legata alle priorità di ciascuno. Così, quello che noi consideriamo un dono verso qualcosa o qualcuno potrebbe non avere lo stesso valore per chi lo riceve ma vale anche il contrario. Una persona, ovvero, potrebbe considerare un dono inestimabile un’azione o una cosa che ai nostri occhi è semplice gentilezza. Ma a questo proposito sento di dedicare due parole ai donatori, a chi, a scanso di equivoci, sceglie liberamente di donare, in questo frangente è proprio il caso di dirlo, il suo sangue.

“Una bambina difficilmente riesce a distinguere ciò che le cambia la vita, ma una donna riesce a farlo. A volte mi chiedo se a quel bivio non avessi incontrato la donazione cosa avrei potuto fare per crescere come una donna libera, imparare ciò che ho imparato e camminare su tutti i sentieri che ho scelto. La risposta ancora non me la sono data, e non so se riuscirò mai a darmene una concreta e capace di poter elaborare la differenza, ciò che è certo è che incontrare la donazione, a qualsiasi età, ti pone in un atteggiamento diverso, capisci quanto non si sia soli e ci sia necessità, a volte, di concepirsi in un sistema più ampio, che posizionarsi al centro di tutto a volte vuol dire anche concepire e sentire un cerchio presente intorno a se; e questo cambio di sguardo, in ogni caso, ti stravolge la visuale. Sarebbe doveroso ringraziare i miei donatori per ciò che hanno dato ma oggi, in questa lettera, e per una giornata cosi importante, è per questa nuova visione che voglio ringraziare. E’ questa prospettiva del dono che ha mosso tutti i passi della mia vita, dalla scelta del lavoro, alle relazioni, agli scambi e a tutte le scelte che ho preso. Dare una nuova visione, vuol dire a volte poter donare nuovi orizzonti e avere nuovi orizzonti spesso regala nuove prospettive e aspettative. A questo voglio dedicare questa lettera, alle aspettative e ai nuovi sguardi che la donazione può dare. Grazie per i nuovi paesaggi.

A tutti i donatori, grazie.

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