ARTE&CULTURA

Il fenomeno della radioscuola nel ventesimo secolo: ruolo educativo delle trasmissioni radiofoniche nei paesi dell’America latina.

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Prima dell’avvento della televisione, la piattaforma tecnologica per eccellenza impiegata nell’ambito della comunicazione di massa è stata la radio. A partire dalla prima metà del ventesimo secolo le attività radiofoniche si diffusero in tutto il mondo, apportando cambiamenti rivoluzionari nella fruibilità e divulgazione delle informazioni condivise. La diffusione della radio non riguardò solo l’ambito dell’intrattenimento, ma entrò anche nelle scuole contribuendo a migliorare l’accesso all’educazione primaria a tutti coloro che non disponevano dei mezzi o del tempo per permettersi gli studi. Con il tempo acquisì una vera e propria funzione formativa grazie al suo potenziale nell’alfabetizzare chiunque si trovasse lontano dai luoghi che offrivano un’istruzione. Una dei primi esperimenti di “radioscuola” in Italia si ebbe durante la Seconda Guerra Mondiale, quando in conseguenza delle difficoltà economiche e sociali acuite dal conflitto molte strutture didattiche furono chiuse. Nel 1942, per iniziativa del Ministro dell’Educazione Bottai, furono avviati una serie di programmi radiofonici che sostituirono in toto le lezioni in classe Sebbene intrisa di elementi propagandistici e dettami della dottrina fascista, la radio italiana si distinse nella sua novità e originalità soprattutto per l’attenzione che rivolgeva al pubblico infantile. Ben prima dello scoppio del secondo conflitto mondiale, programmi come “L’angolo dei bambini” o “Cantuccio dei bambini”, entrambi del 1926, avevano attirato l’attenzione dei più piccoli con la messa in onda di novelle e racconti dell’infanzia, in una versione ante-litteram delle celebri Fiabe Sonore che hanno incantato generazioni di grandi e piccini. 

La radio impiegata come strumento di intrattenimento e alternativa alla didattica in presenza godette di un’ampia accettazione e proliferazione, in particolare in molti paesi dell’America latina. Un esempio è Radio Educación, nata in Messico nel 1924 e promossa dal Segretario dell’Educazione Pubblica José Vasconcelos. Il programma radiofonico mostrò fin dalla sua messa in onda diversi elementi di forza. Oltre alla sua offerta eclettica di carattere culturale su temi classici e innovativi fruibili dal pubblico di ascoltatori – dalla letteratura alla musica, dall’educazione sessuale all’ecologia – Radio Educación divenne anche un forum di discussione da parte di organizzazioni nazionali e movimenti sociali che usavano la trasmissione per aprire dibattiti su questioni di interesse pubblico come la difesa dei diritti umani. Ancora oggi l’emittente radiofonica continua a intrattenere gli ascoltatori messicani di ogni età ed estrazione sociale, nonostante diverse interruzioni e sospensioni del programma a causa di problematiche politiche e amministrative. Pur in una nuova veste per adeguarsi alla trasformazione della comunicazione di massa, non ha mai perso di vista la missione per cui è stata creata quasi un secolo fa, ovvero offrire un servizio di qualità a carattere culturale ed educativo per le generazioni di oggi e di quelle che verranno. 

Un altro esempio che meglio evidenzia i benefici della didattica radiofonica nella lotta contro l’analfabetismo è sicuramente l’esperimento di Radio Sutatenza in Colombia. Fondata nel 1947, l’emittente faceva parte di un progetto portato avanti dal sistema educativo colombiano e dall’organizzazione religiosa Acción Cultural Popular (ACPO) al fine di incentivare l’accesso alla cultura nella realtà sociale delle comunità rurali. Concepita dal sacerdote cattolico José Joacquín Salcedo Guarín, Radio Sutatenza traeva la propria ragione di esistere dal motto “l’istruzione ci rende liberi”. Per oltre cinquant’anni rappresentò un’opportunità reale per i contadini che abitavano in aree geografiche lontane dai centri urbani dove la povertà e il duro lavoro nei campi ostacolavano l’accesso diretto alle strutture didattiche e, di conseguenza, a una condizione socio-economica meno restrittiva. L’emittente non si adoperò solamente a impartire loro le competenze basilari per saper leggere, scrivere e far di conto: si impegnò anche a migliorare qualitativamente il benessere delle comunità rurali, per esempio insegnando loro le corrette abitudini igieniche, come cucinare il cibo in maniera più sicura, pianificare con più criterio l’economia domestica, ecc. Ancora oggi, a distanza di anni dalla cancellazione del programma avvenuta nel 1994, molti ex ascoltatori colombiani ricordano con affetto la trasmissione radiofonica e mostrano gratitudine per il servizio offerto, grazie al quale hanno avuto più possibilità di migliorare la propria qualità di vita, costruirsi una carriera rispettabile e dare un significato più concreto al termine dignità. 

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