GEOPOLITICA

Le Nazioni Unite: tra storia e azioni future.

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La storia 

Come ricorda la nostra settimana qui su ex-aequo, la nascita delle Nazioni Unite avvenne il 24 ottobre 1945, dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, attraverso l’accordo tra 51 nazioni che vollero confermare la volontà di creare un periodo id pace e cooperazione internazionale duraturo. 

La volontà della nascita delle Nazioni Unite avvenne durante la conferenza di Yalta del febbraio 1945 e il 25 giugno dello stesso anno vi fu a San Francisco la firma del Veterans’ Memorial, che rappresentava i 111 articoli della Carta delle Nazioni Unite. La nascita ufficiale avvenne a San Francisco, come già detto in precedenza il 24 ottobre, dove vennero anche ratificati i Paesi ritenuti membri permanenti del Consiglio di Sicurezza: Francia, Unione Sovietica, Regno Unito, Stati Uniti, Cina. In quel momento, inoltre, le nazioni che uscirono sconfitte dalla Seconda Guerra mondiale non vennero accolte tra i firmatari delle Nazioni Unite; vennero quindi escluse l’Italia, la Germania ed il Giappone.

L’Italia entrò a far parte delle Nazioni Unite solamente nel 1955, grazie alla garanzia del Governo dell’epoca e dopo un periodo di pacificazione all’interno del Paese che era logorato dalla guerra civile tra partigiani e fascisti; il Giappone, invece, entrò l’anno successive e le due Germanie solamente nel 1973. Attualmente l’ONU è sostenuta ca 193 Paesi membri, ma in sostanza quali sono gli obiettivi e i compiti delle Nazioni Uniti ad oggi? 

L’ONU si compone del Consiglio di Sicurezza, che è in sostanza l’rogano esecutivo; esso adotta le sue risoluzioni a maggioranza, a meno che non vi sia un voto di veto da parte id uno dei cinque membri permanenti. L’Assemblea Generale dell’ONU è l’organo che garantisce la rappresentanza di tutti gli Stati membri e si occupa dell’approvazione di raccomandazioni generali su questioni procedurali. In ambito economico vi è il Consiglio economico e sociale, che formula delle raccomandazioni o progetti specifichi i quali vengono sottoposti direttamente all’Assemblea e possono riguardare temi economici, sociali, di intervento umanitario o culturale. Nel corso degli anni e delle operazioni svolte dall’ONU, l’Assemblea Generale ha deciso di istituire diversi organi che potessero ricoprire dei ruoli specifici; si sono andati così a formare l’UNDP, ovvero l’organo specifico per i programmi di sviluppo; l’UNICEF, che si occupa di azioni specifiche rivolte ad interventi in favore dei minori; l’IPCC, che si occupa di progetti a favore della tutela ambientale e contro il cambiamento climatico.

L’ONU, inoltre, specificatamente alla questione dei diritti umani, si compone anche di una Corte internazionale di giustizia, la quale opera secondo i dettami presenti nella Carta delle Nazioni Unite; inoltre, nel corso degli anni, l’ONU ha anche formato delle corti specifiche che avevano il compito di giudicare gli imputati per crimini di guerra, contro l’umanità o genocidio. Questo è avvenuto, ad esempio, per il genocidio di Srebrenica o per quello in Ruanda, entrambi avvenuti negli anni ’90.

Le azioni future 

Le Nazioni Unite occupano tutt’ora un ruolo centrale nel sistema di governance globale; tuttavia, con il ruolo centrale degli Stati Uniti a partire dalla fine della Guerra fredda, l’ONU è diventato quasi uno strumento tattico per i Paesi occidentali, senza avere più una funzione istituzionale e strategica. L’ONU è sempre riuscita ad intervenire nei momenti successivi ad una crisi, senza mai riuscire a prevenirla in tempo: è quello che è successo in Serbia, in Ruanda, oggi in Afghanistan. Interventi umanitari che sono maturati successivamente al genocidio o al crollo del governo afghano, senza riuscire a garantire un intervento capace id prevenire il collasso. 

La crisi della governance globale ad oggi è innescata dalle continue rappresaglie geopolitiche e dagli spostamenti degli interessi di attori come la Russia, la Cina e gli Stati Uniti, che pone al centro anche l’utilità dell’ONU e soprattutto la legittimità dell’azione di un’organizzazione formata da 193 membri la cui azione è molto spesso “non in tempo”. 

La base della crisi di legittimità è che nonostante tutti i cambiamenti geopolitici l’ONU continua a essere consegnata a una struttura a cinque partiti. Il sistema globale ha affrontato una profonda trasformazione dopo la Guerra Fredda, e questa trasformazione mostra che è impossibile per i cinque paesi membri permanenti del Consiglio di Sicurezza di mantenere la propria voce. Il sistema internazionale multipolare e multicentrico è plasmato da potenze emergenti che non vogliono affidare il proprio destino alle decisioni dei cinque Paesi. Ciò dimostra che l’ONU è ben lontano dal riflettere l’attuale equilibrio geopolitico di potere. 

Il profondo impatto del sistema globale, soprattutto dopo la pandemia di Covid-19, mostra che siamo alla vigilia di una trasformazione globale del carattere della politica internazionale dopo la Guerra Fredda. Questa trasformazione indica non solo il riaggiustamento della distribuzione del potere, ma anche lo spostamento del baricentro da ovest ad est. L’era geopolitica di due secoli, che è stata dominata dal dominio geopolitico dell’Occidente, può determinare la nascita di una nuova era geopolitica con l’equilibrio geopolitico dell’Oriente. 

In questa crisi delle Nazioni Uniti è impossibile non considerare anche la questione climatica, ormai tema centrale nelle questioni geopolitiche mondiali. L’ONU, lo  scorso 8 ottobre ha riconosciuto il diritto ad un ambiente pulito e sano come fondamentale; l’OMS ha stabilito che circa il 24% dei decessi mondiali sia dovuto all’inquinamento. Se è vero, quindi, che esiste una crisi della legittimità delle Nazioni Unite, dovuto ad uno scontro frontale soprattutto tra Cina e Stati Uniti, è fondamentale per i Paesi membri ripartire con azioni decise, in primis per la lotta la cambiamento climatico. 

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