ARTE&CULTURA

A sinistra dello specchio – Diario del cambiamento.

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2 febbraio 2020

Ogni corpo è differente. Continuano a ripetermelo come un mantra che ormai ha poco significato. È importante ricordare che ogni corpo è diverso. Tutti abbiamo tratti genetici e culturali diversi. Anche se tutti iniziassero a mangiare le stesse cose e facessero lo stesso esercizio per un anno intero, alla fine dell’anno non sembreremo tutti uguali. Questo perché l’eredità genetica di ogni persona influenza la struttura ossea, le dimensioni del corpo, la forma e il peso in modo diverso. Ma il cibo, ogni singolo alimento, è il mio nemico giurato. Uno strumento di tortura legalizzato che ogni momento mi sbatte in faccia la realtà peggiore, la mia immagine. Tutte le mattine sviò lo specchio, non lo voglio vedere, mi poggio a sinistra dove il riflesso non si può vedere; ogni singola porzione mi mette ansia, ogni alimento è un rassicurante struggimento in cui mi rifugio e da cui fuggo allo stesso tempo.  Oggi però ho trovato su internet una dieta miracolosa, ad ottobre ho la mia festa di compleanno e questa volta la foto dietro quella torta non sarà il peggior ricordo per anni.

 Raccontare giorno per giorno la tuadieta ti aiuta a raggiungere l’obiettivo in modo più efficace. Cosi mi hanno detto di credere. Se vuoi raggiungere degli obiettivi a lungo termine nella dieta il diario alimentare è indispensabile! È un modo veloce, economico ed efficace per raggiungere e mantenere il tuo peso forma. Quindi appunterò ogni cosa che mi riguarda a partire dal senso di vuoto che non riesco a buttare giù.

5 maggio 2020

È il primo giorno in cui prendo in mano il diario dopo il lockdown; avrei continuato ad appuntare numeri e nomi di cose che non avrei neanche dovuto guardare. Oggi lo specchio l’ho scoperto, sempre a sinistra per non vedere il mio riflesso ma volevo tornare ad occuparmi di me. La foto al mio compleanno l’ho fatta, da sola in casa questa volta e la torta neanche c’era perché avevo paura; paura di ogni grammo che non sarei riuscita a controllare per via del senso di vuoto che è diventato più grande di quanto credessi. Non saprei spiegare ma i gusti, gli odori, l’aspetto del cibo mi spaventa. Potessi nascondere il frigo ora che è diventato il mio peggior nemico di questi giorni inquieti lo farei senza pensarci; la spesa non ho ancora imparato a farla e oggi nel corridoio sbagliato con in mano la vendetta per ogni serata passata da sola, ho ripensato a questo diario e allo specchio che non vedo mai di fronte ma sempre dalla parte sbagliata.

10 dicembre 2020

Oggi lo specchio l’ho guardato per bene, non ero più a sinistra. Ho capito che è la scoperta graduale che il racconto che hai fatto sempre a te stesso nasconde forse prospettive più vaste. Bionda, mora, magra, grassa, vegetariana, onnivora, italiana all’estero, studentessa, impiegata, libera professionista, disoccupata, in campeggio, in hotel a 5 stelle lusso, in ostello, in prima classe, in autostop, a teatro, nei centri sociali; sono stata tutto questo e in ogni caso gli alimenti mi avevano frenata, ora non più, è bastata una vacanza nel posto giusto. mi sono presa cura di me davvero affidandomi a chi non etichettava ma mi ha aiutato ad etichettare tutti gli alimenti capendo che non sono un’arma ma uno strumento, non nemici ma alleati fidati, non pubblicità ma scelta reale da compiere tutti i giorni. Ho iniziato a trattare il mio corpo con rispetto, dandogli abbastanza riposo e tutto l’amore che potevo; ho camminato ore e fatto esercizio tutti i giorni per una volta senza contare calorie. Ho mangiato con gusto per una volta, nulla mi spaventava e ho capito di saper scegliere. Scegliere me, di fronte allo specchio.

Le preoccupazioni relative all’immagine corporea spesso iniziano in giovane età e persistono per tutta la vita. All’età di 6 anni, le ragazze iniziano in particolare a esprimere preoccupazioni per il proprio peso o forma e il 40-60% delle ragazze delle scuole elementari (di età compresa tra 6 e 12 anni) si preoccupa degli alimenti che fanno parte della propria dieta. (Smolak, 2011). Inoltre, oltre la metà delle ragazze adolescenti e quasi un terzo dei ragazzi usano comportamenti malsani di controllo del peso come saltare i pasti, digiunare, fumare sigarette, vomitare e assumere lassativi (Neumark-Sztainer, 2005). È importante notare che l’età di esordio varia a seconda dell’individuo e che queste preoccupazioni sull’immagine corporea possono iniziare in soggetti molto giovani o non emergere mai.  Nella nostra cultura occidentale, le ragazze sentono spesso la pressione di adeguarsi a un ideale aspetto sociale (a volte indicato come l’ideale di magrezza, di bellezza o culturale), mentre i ragazzi devono spesso affrontare pressioni sociali per essere magri e muscolosi. Questo approccio “fobico” al cibo ha generato spesso un rapporto con gli alimenti poco legato alla comprensione di nutrienti, potenzialità e peculiarità quanto piuttosto alla conta delle calorie.

Il movimento per l’immagine positiva del corpo sta facendo passi da gigante per promuovere la diversità delle dimensioni, l’accettazione del corpo e un’immagine del corpo più sana per tutte le età, i generi e le provenienze ecc. sperando che tutto questo possa portare a scelte alimentari più consapevoli e ad un’accettazione di se come essere unico e irripetibile.

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