PEDAGOGIA

Preambolo, preludio, passaggio: il viaggio come esperienza fondamentale!

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“Il viaggio è di per sé un continuo preambolo, un preludio a qualcosa che deve sempre ancora venire e sta sempre ancora dietro l’angolo; partire, fermarsi, tornare indietro, fare e disfare le valige, annotare sul taccuino i paesaggio che, mentre lo si attraversa, sfugge, si sfalda e si ricompone come una sequenza cinematografica, con le sue dissolvenze e riassestamenti, o come un volto che muta nel tempo”

Ogni volta che mi soffermo a pensare a questa frase capisco quanto non sia strano, quindi, che ogni mio cambiamento, ogni mia svolta, ogni mio passo sia iniziato con un viaggio; dai finestrini di un treno ho visto la mia adolescenza lasciare spazio alla consapevolezza dell’età adulta, ho salutato amici che non avrei più rivisto e atri che avrei ritrovato inaspettatamente qualche stazione più in là. Ho fatto il check in di affetti e check out di chi era giusto lasciare andare, e tra le albe sonnolente delle stazioni ho cambiato direzione e me stessa. Oggi, infatti parliamo del viaggio come rito di passaggio e iniziazione all’età adulta provando ad evidenziarne i tratti educativi che lo rendono tale.

Il viaggio entra a pieno titolo tra le esperienze formative dell’educazione informale, ossia quell’insieme di apporti formativi che ciascuno riceve dalle esperienze di vita quotidiana. L’apprendimento non avviene solo mediante processi organizzati in luoghi formalizzati. Lungo tutto il corso della vita esiste un ambiente di apprendimento diffuso capace di stimolare apprendimenti significativi, spesso senza che il soggetto ne abbia consapevolezza.

Ma quali apprendimenti possono essere stimolati dall’esperienza del viaggio?

  • Il distacco: l’allontanamento da tutto ciò che è noto e consueto stimola esperienze di riflessione e indipendenza.
  • L’imprevisto: per quanto sia raffinata ed evoluta la nostra capacità organizzativa, il viaggio presenta sempre, fortunatamente, qualche elemento imprevisto.
  • L’incontro con il nuovo, il diverso, l’estraneo: uno degli aspetti più interessanti del viaggiare è l’opportunità degli incontri umani, nella loro complessità e varietà di forme, dove la differenza acquisisce un’innegabile valenza formativa, come espansione dei punti di vista.
  • Il ritorno: è la fase della metabolizzazione dei ricordi, l’accomodamento dell’esperienza nel nostro percorso di vita.

Tuttavia, dicevamo, non sempre abbiamo consapevolezza degli apprendimenti che acquisiamo in maniera diffusa ed informale nel corso della vita quotidiana, la riflessione pedagogica ci insegna a recuperare e far emergere la valenza formativa anche delle esperienze di tutti i giorni, sviluppando internazionalità e consapevolezza.

Il viaggio è un elemento chiave nell’evoluzione dell’uomo perché è servito a costruirne la cultura, l’immaginario individuale e collettivo, ed è stato utilizzato fin dalle società tribali come un rito di passaggio e quindi un momento di formazione tra l’età adolescenziale e quella adulta.

Da qui è emerso il viaggio nella cultura popolare delle fiabe proprio perché il viaggio come rito che introduce il soggetto nella vita e nell’esistenza complessa, problematica di ognuno di noi. Fin dall’antichità diverse sono le tipologie di viaggio: viaggio di esplorazione, viaggi commerciali per lo scambio di manufatti, viaggi di transumanza, di spostamento stagionale, i viaggi che si facevano e si fanno ancora come pellegrinaggi, ecc.

Il viaggio rappresenta un passaggio, un cambiamento che avviene attraverso una vera e propria traslocazione da un luogo ad altri sconosciuti, anche metafisici.

Che sia uno spostamento fisico o spirituale, lo definisco una necessità. Per vivere bisogna staccare, anche solo per un minimo, infinitesimale lasso di tempo, dalla quotidianità, per scaricarsi e ricaricarsi, o anche solo per assecondare la curiosità e la voglia di conoscere ciò che ancora non si è mostrato a noi. Al contrario di ogni animale, l’uomo spesso desidera essere in un posto che magari non esiste nemmeno: un luogo utopico, partorito dalla fantasia, il che coincide con il bisogno di nuovi orizzonti, nuovi ideali, una nuova vita magari, e il viaggio, la spinta oltre ciò che già conosciamo, non solo ci aiuta a compiere dei passi ma ci indirizza dove vogliamo andare, anche una volta rientrati a casa.

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