ECONOMIA

Festeggiamenti, passeggiate romane e Made in Italy!

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Sono trascorsi 75 anni dalle elezioni che dettero le fondamenta all’Italia moderna, con la scelta degli italiani tra monarchia e repubblica e l’elezione dell’assemblea costituente. La vittoria della repubblica fu un momento fondamentale dell’Italia che usciva distrutta dalla guerra. Milioni di italiani, pur provati da anni durissimi, si recarono alle urne per un 2 giugno 1945 di speranza e di voglia di ripartire. E allora, forse, come accade a tutti nei giorni vicini al proprio compleanno, è tempo di bilanci.

Ieri, durante i festeggiamenti per il nostro anniversario, mi trovavo per caso tra i vicoli romani; e Roma come sempre ha la capacità di sorprendermi, lo fa con la sua eterna magnificenza, con la storia che si costruisce tra i suoi vicoli, con il fiume di gente che si riversa tra piazza del popolo e fontana di Trevi passando per il Colosseo, con l’idea che tutto ciò che è finito ha saputo trovare il modo di ricominciare.

E a spasso con la mia guida d’eccezione, amico di profondissima romanità, ci siamo trovati catapultati, in maniera non programmata, nel bel mezzo di parate, simboli e sfreccianti colori organizzati scrupolosamente per onorare, nel suo giorno speciale, la nostra Repubblica tipicamente in stile Made in Italy; si, perché è questo che si respirava in giro per la capitale, ricercatezza dei dettagli, autenticità, innovazione, attenzione alla tradizione, il tutto condito con ricette tipiche e buon vino!

E allora, noi che siamo curiosi da sempre, passeggiando tra piazza San Pietro, Castel Sant’Angelo e Piazza Navona osservando botteghe artigiane, fraschette e store di prodotti tipici abbiamo provato a ricostruire la storia del Made in Italy tracciando la rotta che ha reso alcuni prodotti un’eccellenza nell’export internazionale provando a riflettere sul “pensiero laterale” che ha portato le imprese italiane a produrre questi beni di successo mondiale.

Siamo partiti come sempre dai dati e da uno studio scientifico condotto dall’Università di Siena con patrocinio ministeriale  basato sull’indice Fortis-Corradini, per il quale è stato rilevato che l’Italia ha un patrimonio di migliaia di aziende che ci permettono di essere al primo posto per produzione in 250 differenti categorie merceologiche.

Incrociando i risultati ottenuti da questa ricerca con il database AIDA, che contiene informazioni su oltre 700.000 società di capitale, Italia Caput Mundi, una campagna di sensibilizzazione via web sui nostri prodotti principali, ha individuato più di 4500 aziende italiane con fatturato superiore ai 5 milioni di euro appartenenti alle 250 categorie di prodotto di cui deteniamo la leadership mondiale.

Si, perché se parliamo di pasta, pizza e insaccati nel nostro ideale riecheggia la rivendicazione di quei prodotti che ci hanno resi grandi e noti, e girando per Roma se ne ha la prova: turisti con tavolate imbandite di leccornie tipiche, bar ricolmi di curiosi sperimentatori di dolcezze tipiche nostrane passando dal cannolo, al babà e al maritozzo: ma sono tante le categorie che nel mondo ci rendono garanti di autenticità e stile.

Dall’artigianato al design, dalla nautica da diporto ai servizi di intrattenimento, il mercato italiano si colloca ai vertici della classifica globale per i seguenti risultati:

  • siamo tra i 5 Paesi al mondo con un surplus manifatturiero sopra i 100 miliardi di dollari;
  • l’Italia è il Paese leader nella nautica da diporto a livello mondiale;
  • siamo secondi al mondo nel settore della moda per quote di mercato;
  • compariamo tra i primatisti per le scarpe in pelle;
  • le giostre italiane sono le più vendute al mondo.

Grazie a questa classifica abbiamo scoperto che tra le categorie gerarchiche in elenco, la “fabbricazione di prodotti in metallo” (esclusi macchinari e attrezzature) risiede per il 29,74% nel Veneto, il 21,63% in Lombardia, il 12,62% in Toscana, che detengono la percentuale maggiore di industrie produttrici di rubinetteria in Italia per 1/3 sul totale. L’Italia è tra i leader mondiali nella produzione di rubinetti. Proprio da noi esiste il più grande distretto produttivo di materiali trasformati in rubinetti, che risponde al 15% sul totale nell’export mondiale, con 400 aziende e 10.000 lavoratori coinvolti.

Rimanendo sull’interno di case e palazzi abbiamo poi appreso che l’esportazione delle piastrelle italiane equivale a circa 2,4 miliari di euro l’anno di fatturato: la piastrella in passato era elevata ad opera d’arte e oggi il suo mercato è un driver di crescita del nostro Paese; il Distretto ceramico di Sassuolo, infatti, rappresenta la capitale mondiale del settore, contando 600 imprese e oltre 2000 addetti impiegati alla produzione, che da solo produce l’80% del totale nazionale.

 Ma questi risultati e introiti sono ancora nulla se confrontati con quelli raggiunti dal mondo della moda: partendo dalle calzature con un valore export pari a 2.160,2 milioni di dollari passando dai grandi marchi conosciuti e scelti in tutto il mondo sino ad arrivare alla produzione degli occhiali con un indice di esportazione in crescita del 7,2% che vale 2,919 miliardi di euro.

Nel complesso, attualmente, la domanda mondale di prodotti Made in Italy sta crescendo di circa il 4% e in questo contesto si colloca strategico il ruolo dell’eCommerce: il commercio elettronico, infatti, sta avendo in Italia un netto andamento in controtendenza rispetto all’economia in generale con segnali positivi soprattutto per le PMI le quali registrato con l’eCommerce un incremento di fatturato medio di oltre il 60% grazie, soprattutto, a clienti stranieri.

Insomma, ciò che ci è chiaro, e Roma lo rende più evidente che mai, è che Made in Italy , economicamente parlando aiuta a rappresentare il senso culturale di italianità e che potrebbe essere, con grandi moti di ristrutturazione del mercato, il nostro futuro grazie all’internazionalizzazione e alla digitalizzazione delle imprese tipiche. L’individualità non ci manca, cosi come non siamo carenti in stile, ricercatezza e senso del bello ma abbiamo bisogno, per convertire le nostre radici in futuro possibile di un sistema Paese in grado di fornire le infrastrutture, i laboratori, le leggi e gli strumenti adeguati per eccellere in Italia e continuare a brillare nel mondo.

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